venerdì 20 maggio 2011

Sempre iper-super-ultra positivo! Ma fammi il piacere...

Allora.
Qual è la regola numero uno quando si hanno le balle girate, quando il gatto ci ha smerigliato i maroni e quando tutto il mondo prende delle brugole e ci smonta la minchia con precisione inaudita? Semplice: evitare le frasi banali e la positivtà a tutti costi.

Care Pollyanne del 2000, supreme minchione che ritenete indispensabile essere positive anche durante la guerra in Iraq, andate cordialmente a visitare la tazza del water, abbracciatela con gioia e usatela. In sostanza, andate a cagare.

Ma sì, ma suvvia! Un po' di sana depressione, un po' di sano vittismo, un po' di sana voglia di lasciarsi morire sul divano, nutrendosi di Cipster e bevendo coca cola light (scusate, ma vabbè depresis ma otarie obese ancora no!), è cosa buona e giusta.

Ecco, nella mia fulgida carriera di collezionatore di coglioni c'è anche l'Ottimista a tutti i costi. OATIT, per gli amici.

"Sai oggi sono giù", magari vi scappa di dire.
Bene.
Normale, a mio avviso.
A meno che non abbiamo una paresi come Licia Colò, è normale essere alla canna del gas ogni tanto.

E INVECE NO!
Ecco, l'ottimista a tutti i costi che con tono squillante si lancia in un terrificante

"Ma no! Ma cosa dici? Sei tu l'artefice della tua felicità! Sei tu che puoi cambiare la realtà anche solo pensandolo! Sei tu che puoi decidere di vincere (vincere? sì, mi disse così)! Sei tu che devi cercare la felicità, la gioia, l'entusiasmo, la voglia di trionfare sul dolore e raggiungere le vette dell'olimpo! Sei tu che.."

Son io che ti ho già colpito con un razzo fotonico, augurandoti di annegare nella tua melassa, lovely Sarah dei poveri!

Ma perché la gente non capisce che quando si è lagnosi si vuole solo una cosa? No, non il sesso, laidi! Ma ESSERE COMPATITI! Aaaaaah che soddisfazione! Quando ti dicono "poverino" "che sfortunato" "dai, coraggio". Oh! Così si fa!

Come quei malvagi che quando hai un problema e tu ti lamenti, loro cosa fanno? Ti danno la soluzione! MA SIAMO MATTI??!! La soluzione a un lagnoso è come dare del sangue infetto a un vampiro! Un'inutile crudeltà!

Insensibili!

domenica 15 maggio 2011

Troppo buono... Ma vattene a vendere termosifoni in Senegal!

"Eh, lo sai qual è il mio più grande difetto? E' che sono troppo buono".
Ora basta.
Non se ne può più.
Adesso prendo un lanciafiamme e il prossimo che dice di essere troppo buono, troppo sensibile, troppo generoso, troppo sfruttato, diventerà come la crosta della creme brule... senza se e senza ma..

Eh, ma porca paletta, dai!
Che palle stratosferiche e rotanti come le lame di Goldrake!
Tesoro della zia, il tuo più grande difetto è che sei troppo mona!

Ma quando mai si è tropo buoni?!
Mai!
Anche perché, solitamente, 'ste fregancce arrivano da gente che ha la sensibilità di Freddy Kruger e la bontà d'animo di Anastasia e Genoveffa... in tandem...

Poi per lavare la propria anima subdola e malvagia, ecco che spunta la storia del "sono troppo buono e la gente mi tratta male".

No, amico cretinetti! La gente ti tratta male perché rispetto a te il mostro di Lochness vince Miss Mondo! Rispetto a te, Barbara D'Urso è una madrina del battesimo! Rispetto a te, Satana è un compagno di giochi!

Mona...

E comunque, meglio quelli che dicono "Dio, come sono buono" di quelli che tirano fuori la storia del "Ho dato TROPPO, ora devo pensare a me".

Scusa?!
Pronto?! C'è nessuno?

Quando minchia hai smesso di pensare a te?
Ma scendi dal pero, caprone! Che sei altruista come un calzino spaiato!

sabato 30 aprile 2011

Figurati, è il minimo...

"Ma no, guarda, davvero, non occorre che mi ringrazi, è il minimo che potessi fare...".

Ecco.
Bella merda.
Eh sì, ammettiamolo una volta per tutte.
Adesso mi vesto da trasmissione di servizio e lo urlo ai quattro venti: dire a una persona che per lei hai fatto il minimo, fa davvero schifo. Va vomitare a spruzzo che nemmeno la bambina dell'Esorcista avrebbe un getto così potente. Fa talmente ribrezzo che un bambino che gioca con il moccio, ti sembra quasi carino... vabbè, non esageriamo...

Comunque, dai! Come si fa a dire a una persona: "ma sì, dai, praticamente ho calcolato la cosa meno impegnativa possibile, meno problematica, meno incasinata, meno importante, meno tutto e L'HO FATTA PER TE".
Beh, grazie, sai?!
Ti auguro veramente un attacco di dissenteria sull'Empire State Building con il bagno out of order!
O di entrare al cinema, convinto di vedere un film di Almodovar e beccarti invece "Tre metri nella palta" di Muccino.

Tzè e pfui.
Di amici malvagi capaci di dirmi "figurati, è il minimo" per fortuna non ne ho trovati tanti. Cioè, magari ho trovato quelli che direttamente non facevano un'ostrega e non muovevano un dito, manco fossero in coma farmacologico... Che comunque è preferibile,. Guarda, meglio una beata mazza (in tutti i sensi) che "il minimo"... Oh!

martedì 15 febbraio 2011

10. Ma allora 'sto microfono?!

Avete in mente i peli?
Sì, dai, non fate quelle facce stupite e schifate. I peli... Qulle cose che crescono ribelli e malvage e che, anche se estirpate, ritornano.

Niente è più devoto dei peli. Più di un labrador, più di uno di quei passerotti, inseparabili, li chiamano. Che se schiatta lei, lui le va dietro. Se schiatta lui, lei festeggia. No, vabbè...

Ecco l'esimio rappresentante del post precedente è un pelo.
Coriaceo.
OStinato.
Che ritorna sempre.
E quando ritorna, è molesto.

Così come coriacea è anche la sua stupidità.

Oh, ammettiamolo!
Io non sarò Einstein, dico bìberon, inveec che biberòn, e se mi fanno vedere un libro rimango con occhio vuoto perché non riesco a capire bene quale sia il suo utilizzo... ma al confronto sono la Montalcini.

Inizia una nuova serie di "Amici", quel talent show condotto dall'ineffabile Maria De Filippi, dove di amici non ce n'è l'ombra visto che tutti si odiano, credendo di diventare grandi cantanti.

Mi scrive un messagio.
No, caproni, non Maria De Filippi, ma l'esimio.
E si dice "schifato" da questa edizione, aggiungendo: "O io non capisco più nulla di musica, oppure fa veramente orrore".

Allora... A parte che "orrore" non si usa dal 1925... Ma tu, stella mia, NON HAI MAI CAPITO UNA CIPPA DI MUSICA! Ma roba che delle mucche al pascolo sono l'orchestra Haydn! Tu conosci un paio di note, forse... e le usi comunque a caso! Ma basta!

E poi, la somma troiata.
"Senti.. Stavo pensando... Visto che sono in città, dovevo vedere un amico ma mi ha dato buca (ma come mai? non riesco a spiegarmelo, ndr), tutte le altre persone sono impegnate... Insomma, potrebbe essere l'occasione per conoscermi".
Esatto, avete letto bene. Per conoscerMI! Nemmeno "conoscersi"... che comunque mi sarebbe venuto da vomitare... Per la serie: "Ehi, piccolo, è il tuo giorno fortunato. Ho chiesto a chiunque, nessuno può, quindi lo chiedo a te":

Mi sento lusingato come Camilla Parker quando viene paragonata a un cavallo.

"Grazie, non posso, mi scade lo yogurt in frigo. Ah, per inciso, detesto lo yogurt".

Tzè! Grezzone!

martedì 16 novembre 2010

9. Mettilo via quel microfono...

“Lo sai sono un cantante di musical, adoro cantare…”

Ecco.
Gettato l’amo.
E il sottoscritto, un raro esempio di baccalà di un metro e 85 per 85 chili (sì, un cubo. E allora?) si getta a capofitta verso la penzolante vittima.

Certo. Cantante di musical.
Poche cose mi saltano come un musical. Passare tre ore, inchiodato alla sedia, ad ascoltare adulti vestiti da scemi che per dire “ciao come stai” fanno 13 capriole, due giravolte, cantano 48 ritornelli, si aggrappano al sipario, corrono fra il pubblico… e tutto per dire “ciao come va”… Meraviglioso!

Certi empi li considerano “una palla”, ma è solo gente ignorante che guarda cose impegnate tipo i Tg, oppure Quark, oppure quelle cose che migliorano l’intelletto umano… insomma, lasciamo perdere.

Ebbene, il soggetto in questione che chiameremo IL NONESO, perché ormai lo abbiamo chiamato così nella mia cerchia di amici/conoscenti, mi ha abbindolato per bene

IL N.: “Conosci Giò di Tonno?”
P.P.: “E mischia (finesse, sempre e comunque)! Certo!”
IL N.: “Ecco, io canto quando lui è indisposto”
P.P.: “Ma dai? Anche al Gobbo di Notre Dame?”
IL N.: “Certo, sono presente a tutte le rappresentazioni”
P.P.: “Che meraviglia!”


Da lì in poi, una pletora di messaggi, commenti, aneddoti… Fino al momento clou

IL N.: “Vuoi sentire qualcosa di mio?”

(Non pensate male, dai, maniaci! Vabbè che ‘sto blog sembra la sede staccata di LadyGodiva.it, però stavolta si parla di musica!)

P.P.: “Certo!”
IL N.: “Dai ti mando “Meraviglioso” dei Negramaro (yeeeee, allegria) cantata da me”


Arriva il file.
Accendo il lettore
Partono le prime note.
…
…
…
mpf
…
…
…
uahuhauahuhauhauh ma ch eè sta roba??!!
IL N.: “Ti piace?”
P.P.: “
(ripendendomi con solerzia): beh un’itnerpretazione così non l’avevo mai sentita”

Il che non è una bugia. Avete in mente il mare in una giornata di calma assoluta. Avete in mente una linea retta. Avete in mente una di quelle strade americane lunghe lunghe, dritte dritte? Ecco… Quello era lo spettro d’onda… Era monotono. Nel senso che aveva un unico tono.

Ero terrorizzato.
Ovviamente ho condiviso il file con chiunque in modo da creare uno sputtanamento.

Ma il peggio deve ancora venire.

Scendiamo in particolari intimi.

IL N.: “Sai che la gente mi dice che ce l’ho davvero grosso?”

Ancora? Ma li trovo tutti io?

P.P.: “Dai? Sono felice per te”
IL N.: “Sai cosa pensavo? A Natale in chat volevo fare un regalo a tutti coloro che ciccano sul mio profilo e lasciare per qualche giorno una mia foto nuda”.
Quanta generosità.


Per la cronaca. Il tipo non è il sostituto di Gio di Tonno. Viene fuori che è andato a vedere molte volte il Gobbo di Notre dame e deve aver fatto, forse, una foto assieme…

E il baccalà da un metro e 85 è pronto a cercare un altro personaggio assurdo per sentirsi ancora più stupido! Azione!

martedì 26 ottobre 2010

8. Fidanzato lampo

Certe volte ci si trova fidanzati senza saperlo.
Personalmente credo di essere in possesso di un record mondiale di fidanzamento più breve dell’Universo. È durato circa 57 minuti.

Anche questa è arte, non invidiatemi. In pochi ci riescono.

Il protagonista del mio lampo-idillio lo chiameremo Fidanzato Fulmicotone (FF), conosciuto sempre attraverso quel mezzo leggiadro e ineffabile che risponde al nome di internet, nella sottocategoria chat, nella sottocategoria porcata.

Mi contatta in internet.

F.F.: “Ciao-ho-letto-il-tuo-profilo-mi-sembri-una-persona-normale-che-ne-dici-di-chiacchierare-un-po’?”
P.P.: “ma certo, volentieri”


Prossima volta, “ma certo” un par di balle!

Si parla del più e del meno.
Discorsi profondi e per intelletti fini:

F.F.: “Io abito a Pinzolo, tu?”
P.P.: “Io a Trento”
F.F.: “Io sono studente, tu?”
P.P.: “Io lavoro”
F.F.: “Che lavoro fai?”
P.P.: “Bah, scrivo”
F.F.: “Beh, bello, no?”
P.P.: “Sì, dai”.


Insomma, una verve pari a quella di un deportato australiano, rinchiuso in una spelonca priva di luceacquagas lontano da tutto e tutti e con tre malattie rare.

Ma ormai siamo in gioco e balliamo.

F.F.: “Hai conosciuto molte persone in chat?”
P.P.: “Beh, sì, come quella che sto frequentando e…”
F.F.: “No, scusa, cosa hai detto?”
P.P.: “Eh? Cosa?”
F.F.: “Riguardo a quello che stai frequentando”
P.P.: “Sì, sto uscendo con una persona”
F.F.: “E quando avevi in mente di dirmelo? ”


Eh? Scusa? Cosa mi sono perso? Da quando siamo sposati? Oddio che ansia…

P.P.: “Scusa? ”
F.F.: “Senti, è difficile proseguire una relazione così”


Eh? Come? Dove? Che relazione?

F.F.: “Senti, dobbiamo prenderci i nostri spazi e prenderci una pausa”
P.P.: “Una… pausa? ”
F.F.: “Sì, dobbiamo capire se possiamo ancora avere una relazione… Se c’è quest’altra persona”
P.P.: “Ripeto… una pausa? Scusa, eh… ma… da cosa?”


L’utente non è più in linea.

Da allora non l’ho più sentito.
E non abbiamo nemmeno da restituirci regali o robe del genere… Oppure devo mandargli un pai di euro per le spese di connessione?

mercoledì 22 settembre 2010

7. Ingenuo... sì, come Freddy Krueger!

C’era un leone vestito d’agnello.

E c’era un tonto vestito da fesso.

Bene, io sono il secondo, perché un po’ di sana autocritica fa bene, benissimo.

Mentre una persona malata di mente sorseggia il secondo litro di Esta The (sì, e allora? Se ho il fisico di una cassapanca e la glicemia di Hello Kitty, sono fatti miei!) e legge distratto gli annunci per eventuali scopaamici nelle consuete mirabolanti chat e viene contattato da un ragazzetto che si dice “confuso e con tanta voglia di capirsi di più”… cosa si fa?

Tradotto, perché perdere l’occasione di rivestire i panni di Candy Candy e rassicurare le giovini menti gaye? Perché non essere delle nuove Florence Nightingale e urlare al mondo “io ti salverò!”? Perché perdere l’occasione di trovare l’ennesimo caso umano da trasformare in aneddoto con gli amici?

Ecco l’ultima cosa è la più plausibile, mi sa…

Comunque, l’essere in questione che chiameremo Finto Ingenuo (F.I.) di per sé, si presentava benino sulla carta. “Ciao, è da poco che mi sono accettato, ho letto il tuo profilo, mi sembri una persona a posto, ti posso fare delle domande?”.

Beh, di fronte a una richiesta del genere, ecco che il mio ego esplode. Del resto, io, consumato frequentatore di bassi fondi morali, io che ho visto di tutto e di più (seee), perché non aiutare i giovani, mettendo a disposizione la mia consumata esperienza? (ma qualeeee??)

Già.. perché? Cioè, perché non me ne rimango con le manine in tasca? No, devo per forza mettermi in situazioni di merda.

P.P.: “Certo, dimmi pure”.
F.I. “Scusa ma, come si vive da omosessuali?”
P.P. “Osti, che domanda.. beh, si vive come tutti. Né più, né meno. Non è facile, perché accettarsi… bla bla abla… le discriminazioni ci sono ma se uno ti prende in giro, il problema è suo … bla bla bla… accettarsi non è facile ma poi è una liberazione… “.


Insomma, un trattato su “IO, GAY E FELICE NEGLI ANNI 2000”.

F.I.: “Grazie! Scusa posso farti una domanda più intima?”
P.P.: “Beh, sì”
F.I.: “Tu hai mai fatto sesso?”
P.P.: “Ossantapolenta., sì, direi di sì”
F.I.: “E’ bello?”
P.P.: “Beh, sì… cioè a volte può essere deludente.. beh, però, sì… direi di sì. Ma tu…?”
F.I.: “Eh… a dire il vero… no… però…”
P.P.: “Però? Su su non ti vergognare…”
F.I.: “No, è che ho un paio di fantasie… ma non so se sono normali… ti spiace se te le racconto”


E lì l’errore.

P.P.: “Certo, dimmi pure”

Tre parole del cavolo.
Da lì in poi il delirio.

Una serie di porcate che Rocco Siffredi si sarebbe rinchiuso in una canonica e sarebbe stato beatificato di lì a poco. Cose mai viste e sentite, mani, braccia, gambe, lingue, gote, malleoli, duodeni che si intrecciano, tutto che viene nell’ordine baciato, succhiato, rosicchiato, divorato, lacrime, sangue, sudore, di tutto!

Figlio mio, tu non sei normale!
Quelle cose non le farebbero nemmeno nell’ultimo film porno girato con la webcam del cellulare da una mano tremolante i cui titoli sono evocatissimi, tipo “La monta dei tori imbizzarriti di Nuova Gorica” o “Amplessi e rigurgiti nel medioevo vittoriano”.

Ho commentato con due righe del tipo “ma noooo… ehm… è normale… cioè, non è comune fare quelle cose… però lo facciamo tutti.. oddio, tutti tutti, no… però… ecco diciamo che quella cosa con la lingua che finisce nel… “

Ecco lasciamo perdere…